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(di Massimo De Pascalis)

La mia analisi

L’arbalete Cressi Sioux, già presentato nel dossier “Tutti i migliori arbalete sotto i 100€ di listino”,  dalla mia analisi ha linee molto semplici, ma analizzandolo attentamente esso possiede tutte quelle caratteristiche positive che i pescasub esperti apprezzano quali: affidabilità, semplicità e resistenza.

L’impugnatura è inclinata a 60 gradi rispetto alla canna, e realizzata tecnopolimero caricato molto resistente alle sollecitazioni ed ai carichi, ma anche elastico per poter resistere agli urti.

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Cressi Sioux 60° grip barrel angle

La parte a contatto con il palmo della mano è in gomma antisdrucciolo di un colore giallino invisibile durante l’azione di pesca, ma adatto a spiccare se l’arbalete viene abbandonato sul fondo come segnale o a seguito di un colpo messo a segno.

Cressi Sioux handle

Il sistema di sgancio è in acciaio inox ad incastro anteriore ed è inserito in uno chassis polimerico che entra in un incasso nel castello dell’impugnatura ed è bloccato da due spine in acciaio. L’appoggio sternale è tutt’uno con lo chassis.

Cressi Sioux release mechanism components

Questo arbalete possiede diversi sganciasagola che soddisfano chiunque, inferiormente uno a gancio ed uno a coccodrillo, altri due di quest’ultimo tipo sono collocati sui lati del fusto nella parte subito davanti all’impugnatura. Lo sganciasagole a gancio si appoggia inferiormente all’asta e in caso la sagola fosse troppo tesa potrebbe spingerla verso l’alto determinando una leggera flessione da evitare per non perdere la precisone di tiro.

Cressi Sioux handle barrel connection and line holders

Il sistema di sgancio appare molto robusto e può tranquillamente sopportare tensioni di elastici molto potenti. Il fusto è in alluminio anticorodal aeronautico da mm 28 di diametro, sufficentemente rigido, non teme l’uso di elastici più potenti, ma è inevitabile che si verifichino leggeri imbarcamenti.

La testata è leggera, di forma semplice con i fori filettati sui lati per l’ancoraggio degli elastici ed un foro inferiore per poter utilizzare un elastico circolare aggiuntivo. Il foro è aperto anteriormente per facilitare l’inserimento con l’elastico già montato poiché il filo dell’archetto entra agevolmente nella fessura.

Cressi Sioux muzzle & bands components

L’asta in dotazione è in acciaio armonico da 6.5 mm di diametro e lunga cm 90. Gli elastici sono da 13 mm per una lunghezza di 16 cm, l’archetto è a filo di acciaio di tipo classico a V. L’allestimento è assai inferiore alle potenzialità di questo arbalete. Possiamo concludere che il Cressi Sioux è un arbalete con un settaggio decisamente da neofita, ma sostituendo gli elastici con  quelli di diametro superiore può diventare altamente performante.

La prova in mare

Dopo giorni di maltempo finalmente il mare si placa dando la sensazione che quasi sia in arrivo la Primavera, la voglia di buutarmi in acqua è tanta e decido di andare a pesca portandomi dietro i tre arbalete selezionati fra quelli del dossier “I migliori arbalete sotto i 100 €” che la redazione di ApneaPassion mi ha affidato: il Cressi Sioux 60, il Salvimar Wild Carbo 60 e il Mares Sniper PS 75. La zona di pesca è l’Adriatico altezza Vallevò, a 38 km a sud di Pescara.

Una volta arrivato sullo spot controllo la visibilità e la corrente da sopra la scogliera per decidere dove, come e quale tecnica usare. L’acqua è torbida e quindi decido per un corto, il Cressi Sioux 60. L’arbalete mi arriva privo di mulinello e sagola di collegamento con l’asta, decido quindi di armarlo con un filo di nylon da 140 con rivetti a cannocchiale. Nelle condizioni della giornata i tiri sono quasi a bruciapelo e in acqua bassa il mulinello è un orpello inutile.

Entro in acqua con il fucile scarico, benché sia solo nella piccola baia, infatti, la prudenza non è mai troppa. Una volta arrivato a distanza di sicurezza carico l’arbalete e gli elastici da 13 mm risultano decisamente troppo morbidi per affrontare un pesce importante come potrebbe essere una bella spigola. L’allestimento è però giustificato come punto di partenza, visto che il Cressi Sioux è un arbalete dedicata inizialmente ai neofiti.

L’impugnatura è molto naturale, tipica degli arbalete Cressi, come pure la posizione dell’indice sul grilletto. Provo degli agguati strusciando tra gli scogli con il braccio arretrato, l’inclinazione dell’impugnatura mi risulta naturale e posso avanzare tenendola all’altezza della spalla. L’assetto risulta leggermente negativo, ma è talmente leggero che non infastidisce anzi, se dovessi lasciarlo davanti una tana non si sposterebbe. Procedo in una zona di grandi panettoni con pochi spacchi, ampie tane sulla base dei panettoni, molto basse e profonde, che potrebbero ospitare saraghi e orate. Faccio la capovolta e mi affaccio in tana a testa in giù arretrando il braccio fino ad avere la punta dell’asta al lato della testa pronto ad effetuare rapidamente un tiro, tutto mi rimane molto naturale, peccato non vi fossero prede per poterlo provare.

Durante l’azione di pesca noto d’aver preparato il filo di collegamento troppo corto e il sistema di sgancio ad uncino tende a sollevare l’asta incurvandola verso l’alto, la cosa non mi piace. Fortunatamente avevo gli altri 3 sganciasagola a coccodrillo che mi hanno risolto il problema. A fine pesca mi sposto in un punto dove la profondità dell’acqua non supera il metro, ricco di scogli che delimitano delle vasche con il fondo sabbioso. Struscio tra i canali e in silenzio mi apposto affacciandomi su una delle molte vasche  e finalmente arriva un cefalo di circa 500 grammi sul quale saggiare la potenza di tiro. Scocco il colpo, ma il tiro risulta piuttosto lento e corto. Se avessi avuto degli elastici da 16 mm avrei messo il cefalo senz’altro in sagola. Provo infine a ricaricare il Cressi Sioux in acqua per saggiare le eventuali difficoltà e tutto risulta molto agevole, anche utilizzando gli sganciasagole a coccodrillo.

Conclusioni

Il Sioux ha dato la conferma di essere un arbalete tradizionale, senza grandi innovazioni, ma semplice da usare ed efficiente nell’utilizzo. Peccato per gli elastici poco potenti, ma cambiandoli si può rendere il Cressi Sioux veramente performante.  

Massimo De Pascalis e MGMSub

Massimo De Pascalis and his wonderful dog Nero

E’ il tester responsabile del settore arbalete, ma grazie alla sua esperienza come odontotecnico, è estremamente preparato anche sul fronte della valutazione dei boccagli e morsi degli stessi.

Romano, anno ‘62, la passione per la pesca in apnea di Massimo De Pascalis viene stimolata dal padre Carlo, che lo svezza alle diverse tecniche. Frequenta Circeo ed isole Pontine, ma anche Grecia, Corsica, Sardegna e Sicilia. A Roma si diploma come odontotecnico, e dopo qualche anno apre un laboratorio dove si specializza in restauri dentali e dispositivi gnatologici per il recupero di disfunsioni temporo mandibolari. Nel 1996 si trasferisce a Chieti, dove il rapporto con la pesca in apnea subisce un profondo cambiamento, visto che Massimo si deve adattare alla nuova condizione delle acque perennemente torbide di quella costa dell’Adriatico. Nel 2004 decide di ufficializzare l’attività di progettazione e realizzazione di arbalete in legno, creando la MGMsub. Tra i suoi arbalete, presentati già anche su AP, il più conosciuto è il CH90, anche noto con il nomignolo di Muletto.

Base e punti di forza degli arbalete MGMsub sono l’elevata brandeggiabilità, la leggerezza e la maneggevolezza dell’impugnatura, il cui angolo con la canna, la realizzazione su misura per la mano di ogni pescatore e il profilo anatomico non estremizzato, permettono di scoccare il colpo nelle posizioni più disparate.